lunedì 29 luglio 2019

Elmetti ABS Rifrangenti



Elmetti ABS Rifrangenti bianchi con rifrangenti argento silver 
Elmetti ABS Rifrangenti bianchi con rifrangenti rossi

Elmetti ABS Rifrangenti rossi con rifrangenti argento silver
Elmetti ABS Rifrangenti rossi con rifrangenti rossi









NORME EN 397 
resistenza alle Temperature: da - 30°C a +50°C
NORME EN 50365 CLASSE:0 tensione fino a 1000V in corrente alternata o 1500V in corrente continua, è superiore ed opzionale rispetto al test previsto dalla norma EN397 per le proprietà dielettriche 440 Volt
NORME EN 166 1 FT


Elmetti Rifrangenti con visiera retraibile bianchi con rifrangenti argento silver 
Elmetti Rifrangenti con visiera retraibile bianchi con rifrangenti rossi

Elmetti Rifrangenti con visiera retraibile rossi con rifrangenti argento silver
Elmetti Rifrangenti con visiera retraibile rossi con rifrangenti rossi


Elmetto con calotta in ABS antimpatto, chiusura a cremagliera, 
sottogola e fascia frontale antisudore; 
bardatura light ultra comfort a 6 punti di ancoraggio,
taglia universale regolabile da 56 a 63 cm. 
accessori e parti di ricambio disponibili.



TEST - REQUISITI OBBLIGATORI
• Impatto: L’energia trasmessa alla testa non deve superare i 5 kN dopo la caduta di un oggetto di 5 kg da 1 metro di altezza.
• Penetrazione: La punta della massa di prova utilizzata (3 kg da 1 metro di altezza) non deve venire a contatto con il cranio.
• Infiammabilità: Il casco è esposto ad una fiamma e non deve bruciare con emissione di fiamma per più di 5 secondi dopo la rimozione della fiamma.
* Le prove di impatto e di penetrazione vengono eseguite a temperatura ambiente, a +50°C e a -10°C.
 Ancoraggi del sottogola: la forza esercitata provocata sull'elmetto deve permettere la rottura dell'ancoraggio.

TEST OPZIONALI - REQUISITI FACOLTATIVI
• Resistenza alle temperature estreme: I test di impatto e di penetrazione vengono effettuati a temperature di +150°C, a -20°C o -30°C.
• Proprietà elettriche
Protegge da un breve contatto accidentale con cavi elettrici sotto tensione fino a 440 V a.c.
• Deformazione laterale 
Protegge da compressione laterale. La deformazione massima del casco deve essere 40 mm (LD).
• Schizzi di metallo in fusione: Il casco non deve essere deformato o penetrato da schizzi di metallo fuso (MM).

INFO SUPPLEMENTARI
Qualsiasi elmetto sottoposto a un grave urto deve essere sostituito, non si devono applicare vernici, solventi, modificare o togliere uno qualsiasi dei componenti originali dell'elmetto.

■ Ispezionare l’elmetto (compresa la bardatura) e verificare la presenza di eventuali crepe, rotture e distorsioni. 
■ Premere l’elmetto per verificare se sono presenti rotture o si avvertono rumori insoliti, che potrebbero essere segnale di deterioramento. 
■ In ogni caso, sostituire sempre l’elmetto dopo urti o penetrazioni significative

Come previsto dalla normativa europea, la durata degli elmetti industriali, anche se realizzati con materiali di elevata qualità e stabilizzazione UV (HDPE o ABS) dipende dalle condizioni di uso. Gli elmetti non durano in eterno. Le proprietà protettive dell’elmetto vengono degradate dalle condizioni presenti in molti ambienti di lavoro comuni, quale temperature estreme, esposizione chimica, usura, per esempio.

■ calotta in HDPE utilizzo max 36 mesi (3 anni) 
■ calotta in ABS utilizzo max 60 mesi (5 anni)

Non forare mai l’elmetto di sicurezza. Questo per evitare di alterare il livello di protezione (meccanica, elettrica ect.) e perché decadono tutte le aderenze normative.





martedì 11 giugno 2019

scarpe antinfortunistiche ultratratraspiranti ultraleggere


Lavorare in sicurezza è il primo obiettivo ma non si può trascurare la comodità e il benessere!

Con la bella stagione e il caldo estivo, una scarpa antinfortunistica leggera e confortevole diventa una prerogativa irrinunciabile.








  • Le scarpe antinfortunistiche nascono con un unico irrinunciabile scopo ben preciso: la sicurezza del lavoratore.
  • Una protezione che possa ridurre i rischi di incidenti sul posto di lavoro e che come tale deve avere delle caratteristiche specifiche atte a creare una barriera, un vero e proprio scudo.
  • Nell’immaginario collettivo questo si traduce con l’idea di qualcosa di estremamente pesante. Utile sì, anzi indispensabile ma … che fatica!
  • Oggi, però, grazie ai risultati di una ricerca costante e di un’attenzione rivolta ad ogni minimo dettaglio e particolare, il concetto di pesantezza è stato stravolto e completamente superato.





PREMESSA


Non dimenticate che la scelta di calzature NON IDONEE o NON ADATTE può comportare problemi e rischi aggiuntivi per l’operatore: suola troppo rigida, cattiva traspirazione, peso eccessivo della calzatura, sensibilizzazione, scorretta posizione del piede sul piano di calpestio o scelta inadatta rispetto al suolo su cui si deve camminare, fanno sì che l’operatore rinunci ad indossare questo DPI, esponendosi così al rischio.

Per evitare di scegliere una calzatura antinfortunistica scomoda, occorre innanzitutto considerare a quale di queste tre esigenze di salvaguardia corrisponda: protezione, sicurezza e lavoro.

Analizziamo oggi proprio alcune tipologie di eventi infortunistici da caduta in cui si evidenzia una mancata fornitura o un mancato utilizzo delle scarpe di sicurezza.


CONSEGUENZE

Esempi di infortuni in cui è stata rilevata l’assenza di dispositivi di protezione dei piedi in relazione a cadute in piano o a cadute di gravi dall’alto. E se sono molti i rischi (fisici, chimici, biologici, elettrici, termici, …) a cui possono essere soggetti i piedi, il rischio più usuale per questa parte del corpo è correlato alle conseguenze delle cadute (ad esempio cadute in piano o cadute di materiali).


I casi

1° Il primo caso riguarda un infortunio avvenuto in un punto vendita.

Una addetta di mercato (cassiera), entra nel corridoio che porta allo spogliatoio, in quanto deve prendere servizio nel punto vendita ove è impiegata. Improvvisamente, nel percorrere il corridoio scivola in terra a causa del pavimento bagnato, urtando violentemente il viso in terra e battendo il piede destro contro il pavimento.

Il pavimento era bagnato per cause ignote. Immediatamente viene soccorsa dai colleghi che le prestano le prime cure prima del trasporto al vicino ospedale ove viene riscontrata una contusione cranica non commotiva con ferita lacerocontusa labiale superiore e frattura del V metatarso piede destro.

Al momento dell'infortunio la cassiera indossava scarpe con la parte posteriore aperta (sul tallone) (ciabatta). L'azienda inoltre dispone di ditta esterna per l'effettuazione delle pulizie e dei lavaggi, con precisi compiti e procedure di lavoro che prevedono anche l'utilizzo di cartellonistica per evidenziare le zone bagnate con pericolo di caduta. Scarsa importanza è data agli accessori d'abbigliamento. Le dipendenti devono infatti indossare la divisa, ma viene lasciata la libertà di indossare scarpe proprie (nell'intento di far utilizzare ai dipendenti calzature di adeguato confort specie se in presenza di particolari problemi anatomici). Non sono state contemplate fonti di rischio derivanti dall'utilizzo di calzature proprie, anche perché la natura dell'attività non lasciava presupporre problematiche in tal senso.

Questi i fattori causali dell’incidente rilevati dalla scheda:
“scarpe di proprietà dell'infortunato”;
“assenza di segnaletica”.



2° Il secondo caso riguarda un infortunio con caduta di materiale sul piede.

Un lavoratore viene investito alla punta del piede destro dalla caduta di un bancale in legno che sta posizionando su una pila dove sono stoccati altri bancali riportando la frattura della falange ungueale del 1°dito del piede destro.

Il lavoratore non indossa le scarpe antinfortunistica in quanto non fornitegli dal direttore della filiale contrariamente a quanto previsto dal D.V.R.

Fattori causali:
caduta di un bancale in legno che l'infortunato stava posizionando;
scarpe antinfortunistiche non fornite.



3° Il terzo caso riguarda un infortunio avvenuto in una fase di movimentazione manuale.

Un lavoratore è impegnato a movimentare insieme ad un collega un pacco di piastrelle di marmo.

Durante questa operazione al collega scivola dalle mani il pacco che cadendo colpisce al piede destro l'infortunato che non indossava scarpe antinfortunistiche.

L'infortunato ha riportato una frattura al piede destro.

Questi i fattori causali rilevati:
“al collega scivolava di mano il pacco di piastrelle”;
“Mancato utilizzo di scarpe antinfortunistiche”.



Ci si chiede perché ancora tutto ciò accada se esistono ormai in commercio modelli di scarpe antinfortunistiche ultratratraspiranti ultraleggere ultraflessibili






Come prendersi cura delle proprie scarpe antinfortunistiche?
  1. E’ importante effettuare una pulizia periodica accurata, controllando anche lo stato di usura delle calzature;
  2. Non è necessario utilizzare prodotti aggressivi: molto meglio usare delicatezza eliminando ogni giorno polvere e residui di fango dalle suole;
  3. Non fare asciugare le scarpe vicino a fonti di calore o sotto i raggi solari onde evitare la formazione di aloni ma anche per scongiurare che si secchino e si formino crepe;
  4. Tieni sempre un paio di calzature antinfortunistiche di riserva: avere un secondo paio a disposizione consente alle scarpe di asciugarsi dal sudore e di ridurre i problemi legati alla sudorazione eccessiva.






lunedì 6 maggio 2019

Scarpe Antinfortunistiche: lo sai che andrebbero sostituite periodicamente?





Scarpe Antinfortunistiche: sai che andrebbero sostituite periodicamente?

Se le scarpe di uso comune si logorano, si consumano e vanno cambiate regolarmente, immagina quanto questo sia necessario nel caso di una scarpa che ti deve proteggere sul lavoro!

Le scarpe antinfortunistiche sono soggette a continue sollecitazioni ed è molto importante riconoscere i segnali di usura e deterioramento.

Quali sono i parametri di cui tenere conto?
Ecco un vademecum sui parametri di controllo dello stato delle tue calzature.

Durata: dipende dalla frequenza di utilizzo, dall’ambiente di lavoro, dalle sostanze con cui entrano in contatto e dall’assiduità della manutenzione fatta.
In linea di massima, si può dire che le calzature antinfortunistiche andrebbero sostituite ogni sei mesi.

Manutenzione: durante la pulizia periodica, è raccomandabile controllare le parti più a rischio: tomaia e battistrada. In modo particolare, è importante verificare che non ci siano formazioni di crepe sul battistrada e che le cuciture e i punti di contatto tra suola e tomaia siano integri.

Incidente sul lavoro: se le tue scarpe hanno subito uno stress a causa di un incidente sul lavoro come lo schiacciamento parziale del puntale o la perforazione della suola, è necessario sostituire immediatamente la scarpa. Ha svolto il suo lavoro perfettamente e il suo grado di protezione futura è compromesso.

Qualità dei materiali: Controlla sempre la qualità dei materiali con cui la scarpa è costruita: maggiore è la qualità, minori sono i rischi di incorrere in situazioni di eventuale deterioramento anticipato dei materiali.












Esiste una differenza tra la linea standard e la linea carpet
La linea standard si consiglia per lavori DINAMICI
La linea carpet si consiglia per lavori STATICI
a titolo di esempio riportiamo sotto la stessa calzatura nelle due linee diverse
L'esempio riguarda il modello RAPTOR e RAPTOR CARPET









giovedì 2 maggio 2019

GILET alta visibilità con Rifrangenti bicolore




Gilet Performance alta visibilità giallo con rifrangente arancio e argento HV3621Y
Gilet Performance alta visibilità arancio con rifrangente giallo e argento HV3621O
Protezione attiva supplementare grazie al sistema fasce illuminazione verticale e orizzontale

Gilet con chiusura di cerniera. Due passanti sul petto.

Tasca sul petto con pattina e velcro. Una tasca sul petto. Due tasche laterali
con pattina e velcro. Bande rifrangente sulle spalle, sul corpo: torace e schiena

L | XL | XXL

Composizione: 100% Poliestere
Produzione soggetta a quantità minima di fornitura: 20 pezzi







Protezione attiva supplementare grazie al sistema di illuminazione in verticale e orizzontale

Fornibili anche versioni traspiranti microforate








giovedì 18 aprile 2019

martedì 2 aprile 2019

Intimo Termico Professionale



COME SCEGLIERE L'INTIMO ADATTO AL CAMBIO STAGIONE

Mattine fredde e pomeriggi caldi, come mantenere invariato
l'equilibrio psico-fisico senza subire il freddo o sudare eccessivamente, riducendo il rischio di contrarre malanni di stagione
o contratture muscolari dovute a sbalzi termici.

Vi abbiamo selezionato articoli di primo strato
progettati per affrontare il cambio stagione.

La grammatura intermedia e l'utilizzo
di fibre traspiranti e termoregolanti
conferiscono a questi capi la funzionalità
necessaria ed ideale per questo periodo.

Ve ne presentiamo alcuni dei più apprezzati.


7 Colori

Taglia Unica

Cotone Biologico

Bordo Rovesciabile*

Tecnologia Memory Size**

*(per modificarne la lunghezza in pochi attimi senza rinunciare allo stile.)
**(per adattarsi perfettamente alla forma del tuo piede)




mercoledì 6 marzo 2019

DRYARN® LEGGEREZZA BENESSERE


DRYARN®, UNA LEGGEREZZA
CHE DA PESO AL BENESSERE

Il medesimo indumento in Dryarn® può pesare
-32% rispetto all’equivalente in lana
-34% rispetto all’equivalente indumento in poliestere






Dryarn® è una fibra altamente performante.
E’ un filato innovativo che offre a chi lo indossa comfort, tecnologia e praticità.
Leggero, isolante, traspirante,
Dryarn® è il miglior alleato della termoregolazione e traspirazione.
Indossatelo per sentire la differenza sulla pelle.

Diversi articoli con DryArn,
ve ne presentiamo alcuni dei più apprezzati, linea intimo Dry-Skin e calzini Multisport Winter






Gamma GILET Alta Visibilità