venerdì 10 luglio 2026

Raccolta Differenziata Norme EN 840 - UNI 11686 - TÜV - Regole, Standard, Capienza, Logistica

In Italia la norma di riferimento per i colori della raccolta differenziata e delle stazioni ecologiche è la norma UNI 11686:2017 ("Waste Visual Elements"), nata per uniformare i cassonetti a livello europeo ed evitare la confusione causata dalle vecchie regole locali.

Lo standard dei colori (Norma UNI 11686)
La normativa prevede l'utilizzo di una scocca grigia scura o unica per i cassonetti, identificando il tipo di rifiuto attraverso il colore del coperchio o di adesivi dedicati. I colori ufficiali sono: 

Giallo: solo plastica e metalli (multimateriale leggero)
Verde: solo vetro
Blu: solo carta e cartone
Marrone: solo organici e umido

Grigio: residuo secco non differenziabile (indifferenziato)
Turchese: Metalli (utilizzato nei rari casi di raccolta separata dalla plastica).


Regole per le Stazioni Ecologiche, Centri di Raccolta e Box Raccolta Differenziata

Nelle stazioni ecologiche comunali (chiamate anche ecocentri o isole ecologiche), oltre ai cassonetti standard per i rifiuti urbani, si applicano regole specifiche per i rifiuti speciali, pericolosi o ingombranti: 

Riconoscibilità: Ogni cassone o container deve riportare cartelli chiari con il nome della categoria di rifiuto, i simboli grafici previsti dalla norma UNI e il codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) corrispondente.

RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche): Sono suddivisi in 5 raggruppamenti specifici (da R1 a R5), solitamente contrassegnati da gabbie o contenitori dedicati e segnalati da una cartellonistica standardizzata interna. 

Rifiuti Pericolosi (RUP): Pile, farmaci scaduti, vernici e solventi devono essere stoccati in contenitori stagni e protetti, chiaramente identificati da etichette di pericolo gialle con i relativi simboli di tossicità o infiammabilità.

L'adozione di questa norma da parte dei comuni e dei gestori locali è avvenuta in modo graduale. Molti territori ancora stanno completando la sostituzione dei vecchi cassonetti per conformarsi alle linee guida unificate.

I contenitori portarifiuti mobili e carrellati includono molte volumetrie sia più piccole che più grandi oltre ai formati più richiesti e utilizzati da 120, 240 e 360 litri. La gamma completa è regolata a livello europeo dalla norma UNI EN 840.

1. Certificazione tedesca TÜV

Significa che il produttore non ha semplicemente "autodichiarato" la conformità, ma ha sottoposto i cassonetti a test di laboratorio indipendenti e ispezioni di fabbrica da parte dell'organismo di certificazione tedesco TÜV, che ne garantisce la qualità costante nel tempo.

2. Norme UNI EN 840 (Parti 1, 5 e 6)

È la normativa europea fondamentale che disciplina la costruzione dei contenitori mobili per rifiuti. Le parti citate specificano requisiti precisi: 
UNI EN 840-1: Definisce le dimensioni e la progettazione per i cassonetti a 2 ruote (fino a 400 litri). Standardizza l'attacco frontale "a pettine", garantendo che il cassonetto sia perfettamente e idoneamente agganciabile dai camion compattatori della nettezza urbana senza sganciarsi o rompersi.
UNI EN 840-5: Stabilisce i requisiti prestazionali e i metodi di prova. Il cassonetto viene sottoposto a stress-test severi, come prove di caduta dall'alto a pieno carico, test di resistenza agli urti a basse temperature e prove di stabilità su pendenze.
UNI EN 840-6: Determina i requisiti di igiene e sicurezza per l'utilizzatore e l'operatore. Regola la forma delle maniglie, l'assenza di spigoli vivi, la facilità di pulizia, il meccanismo di apertura/chiusura del coperchio (per evitare lo schiacciamento delle dita) e i sistemi di bloccaggio delle ruote.

3. Direttiva 2000/14/CE (Emissioni acustiche < 97 dB)

Questa è la direttiva comunitaria (recepita in Italia con il D.Lgs. 262/2002) che regola l'inquinamento acustico prodotto dalle attrezzature destinate a funzionare all'aperto.
Cosa misura: Calcola il livello di potenza sonora (LwA) emesso dal cassonetto durante le normali operazioni di utilizzo (es. la caduta violenta del coperchio o il rotolamento sul pavé). Il limite tecnico: Un valore inferiore a 97 dB certifica che la struttura del cassonetto incorpora accorgimenti tecnici antirumore (come guarnizioni sul perimetro, cerniere ammortizzate o mescole polimeriche / gommate specifiche per le ruote) atti a limitare i picchi acustici, riducendo il disturbo della quiete pubblica soprattutto durante i turni di raccolta notturni o mattutini.

Vantaggi operativi
Incolumità: Non si rompe durante il sollevamento meccanico.
Legalità: Risponde ai requisiti obbligatori dei capitolati di gara pubblici.
Silenziosità: Limita il disturbo acustico urbano secondo le leggi europee.

1. Bidoni Carrellati a 2 ruote: oltre ai formati da 120, 240 e 360 litri, esiste anche la misura intermedia da 60, 80 e 140 litri (poco richiesti)
2. Cassonetti Grandi a 4 ruote: pensati per condomini, aziende o uso stradale, hanno capienze da 660, 770, 1000 e 1100 litri.

I materiali devono garantire resistenza agli urti, ai raggi UV, agli sbalzi di temperatura e alle sostanze chimiche. I principali sono:

HDPE (Polietilene ad Alta Densità) per Bidoni da 60 a 1100 litri
Polimero flessibile, non assorbe liquidi, resiste perfettamente agli acidi e agli urti dei camion compattatori.
Polipropilene (PP)solo per Mastelli domestici (fino a 40-50 litri)
Più rigido, ideale per contenitori piccoli e leggeri da interno o movimentazione manuale.
Acciaio zincato / Lamiera per Cassonetti industriali o per rifiuti caldi/pericolosi
Massima resistenza al fuoco e ad atti vandalici, usato spesso per le grandi volumetrie stradali o cenere.

Tutti i contenitori carrellati conformi alla norma UNI EN 840 sono dotati di un attacco frontale "a pettine" che permette il sollevamento e lo svuotamento meccanico sicuro da parte dei mezzi della nettezza urbana.

Waste Visual Elements è il nome ufficiale in inglese della norma tecnica UNI 11686:2017, utilizzata in Italia e a livello europeo per identificare visivamente i contenitori dei rifiuti. Tradotto letteralmente significa "Elementi Visivi dei Rifiuti".

L'obiettivo della norma
Il nome definisce esattamente lo scopo del progetto: creare un linguaggio visivo unico, chiaro e immediato per facilitare il riciclaggio. Prima di questa norma, ogni comune o azienda di gestione usava colori diversi, confondendo i cittadini che si spostavano da una città all'altra.

Quali sono questi "elementi visivi"?
La norma stabilisce tre elementi grafici fondamentali che devono essere presenti su ogni cassonetto o stazione ecologica per renderlo riconoscibile a chiunque, compresi i turisti stranieri o le persone ipovedenti:
I Colori Standard: Assegna un colore univoco a ogni materiale (es. blu per la carta, giallo per la plastica/metallo, verde per il vetro).
Le Icone (Pittogrammi): Disegni stilizzati e standardizzati che mostrano chiaramente cosa inserire e cosa non inserire nel contenitore.
I Testi: Indicazioni scritte chiare, spesso bilingui (italiano/inglese), posizionate ad altezza occhi.

Grazie ai Waste Visual Elements, l'utente riconosce il cassonetto corretto "a colpo d'occhio" grazie alla combinazione coerente di colore, forma del disegno e testo.



Come scegliere nei CONDOMINI i contenitori portarifiuti? La scelta non si fa "a occhio", ma calcolando la produzione settimanale di rifiuti e valutando lo spazio fisico a disposizione.

Ecco la guida per fare la scelta corretta

1. Calcolare la capienza necessaria (La regola d'oro): in media, una persona produce circa 20-25 litri di rifiuto indifferenziato a settimana e circa 15-20 litri di carta e plastica.

🌿120 Litri: Va bene per piccoli condomini o case ringhiera fino a 5 o 6 appartamenti (per l'indifferenziato) o 3-4 appartamenti (per plastica / carta).
🌿240 Litri: È il formato "standard" ideale per condomini medi da 10 a 15 appartamenti.
🌿360 Litri: È perfetto per condomini grandi da 15 a 25 appartamenti o per le frazioni molto voluminose come la plastica.

Nota: Se il condominio supera i 25-30 appartamenti, i bidoni a 2 ruote diventano insufficienti e scomodi. In quel caso si passa ai cassonetti a 4 ruote da 660 litri o 1100 litri.

2. Valutare la frequenza di raccolta
La dimensione del bidone dipende strettamente da quante volte passa il camion della nettezza urbana: 
🌿se la plastica viene ritirata una volta alla settimana, serve un bidone più grande (es. 240 o 360 litri)
🌿se l'umido viene ritirato tre volte alla settimana, bastano bidoni più piccoli (es. 120 litri), che evitano anche il ristagno di cattivi odori.

3. Logistica e barriere architettoniche
I bidoni a 2 ruote devono essere spostati manualmente dai condomini o dal custode nel giorno della raccolta. Bisogna verificare:
🍀 Il peso a pieno carico: un bidone da 360 litri pieno di vetro o umido diventa pesantissimo da trascinare (può superare i 60-80 kg). Per vetro e umido è sempre meglio consigliare due bidoni da 120 litri piuttosto che uno solo da 240 o 360 litri.
🍀 Rampe e scalini: se l'area ecologica condominiale ha dei gradini o delle pendenze ripide, i bidoni da 120 o 240 litri sono molto più gestibili e sicuri rispetto al 360 litri.
🍀Larghezza delle porte: il bidone da 360 litri è più largo (circa 60-65 cm) e potrebbe non passare attraverso porte di cantine o corridoi stretti.

4. Accessori fondamentali per condomini
si consigliano sempre questi tre accessori per evitare liti e problemi igienici:
Serratura a chiave o gravitazionale: Impedisce ad estranei di buttare rifiuti nel bidone del condominio (la serratura gravitazionale si apre da sola quando il camion ribalta il bidone).
Pedale per apertura coperchio: Essenziale per l'igiene, così i condomini non devono toccare il coperchio con le mani.
Adesivi con i "Waste Visual Elements": simboli e testi chiari sul fusto del bidone che indicano cosa inserire (es. "solo bottiglie e barattoli" sul verde del vetro) per evitare multe al condominio da parte del comune.


Sempre per Condomini Consorzi e Aziende sono da valutare queste strutture Box = Ripostigli = Casette per nascondere i contenitori portarifiuti o i cassonetti e mantenere l'area esterna pulita e ordinata:

BOX per contenitori portarifiuti Lunghezze varie - Colori vari
Altezza frontale:2,24 mt. Altezza posteriore:2 mt.
Larghezza: 5 metri
Larghezza: 4 metri
Larghezza: 3 metri
Larghezza: 2 metri


Larghezza: 4 metri
Larghezza: 5 metri

Larghezza: 2 metri
Larghezza: 5 metri
Larghezza: 5 metri
Larghezza: 5 metri












mercoledì 1 luglio 2026

Cassetta Primo Soccorso scaduta o incompleta?





Cassetta Primo Soccorso scaduta o incompleta? C’è una soluzione conforme e senza sprechi.

Acquistare un kit misto medicazione / farmaci personalizzato invece della sola cassetta standard conforme al D.M. 388 Allegato 1 offre enormi vantaggi in termini di efficacia terapeutica, ottimizzazione dei costi e gestione delle scadenze. Il Decreto Ministeriale 388/2003 impone il contenuto minimo per le aziende, ma quel contenuto è pensato per scopi puramente normativi e di emergenza traumatica grave, tralasciando le esigenze sanitarie quotidiane.

Il Testo Unico impone che le attrezzature di salvataggio e i presidi siano "facilmente accessibili". In aziende grandi, una sola cassetta Allegato 1 adempie la legge sulla carta, ma non nei fatti se un lavoratore impiega 5 minuti a raggiungerla. La legge sanziona l'inefficacia dell'organizzazione dell'emergenza. Fornire un lotto di kit misti permette di creare una rete di punti di primo intervento diffusi (es. muletti, furgoni aziendali, singoli uffici), garantendo l'adempimento sostanziale dell'accessibilità immediata richiesto dagli ispettori.

In sintesi
▨ Cassetta Allegato 1: Copre l'obbligo formale minimo.
▨ Integrazione con Kit Misto medicazione / farmaci: Copre l'obbligo sostanziale di adeguamento ai rischi reali (Art. 2 c. 5 D.M. 388) e garantisce il mantenimento dell'efficienza (Art. 2 c. 2) in modo economico.

La gestione della cassetta di primo soccorso (D.M. 388 Allegato 1) si trasforma spesso in un costo fisso e in un paradosso normativo. Si acquistano pacchetti standard per superare i controlli ispettivi, per poi trovarsi a gettare via presidi mai aperti e scaduti (come iodopovidone o soluzioni fisiologiche in grandi formati), oppure a rischiare sanzioni perché mancano i cerotti quotidiani.

L’Articolo 2 (comma 5) del D.M. 388 parla chiaro: il contenuto della cassetta standard è solo un punto di partenza, che va obbligatoriamente integrato in base ai rischi reali dell’azienda e alle indicazioni del Medico Competente. Per questo motivo abbiamo sviluppato i nostri Kit Misti di Medicazione e Farmaci da banco (Lotto minimo: 10 pezzi). Perché questa soluzione è tecnicamente e normativamente superiore alla sola cassetta standard?

Il limite dell'Allegato 1: La cassetta standard contiene quasi esclusivamente materiale da trauma (lacci emostatici, bende, teli sterili). Non contiene farmaci, poiché la legge vieta al datore di lavoro di somministrare medicinali senza controllo medico. È un kit rigido e "cieco". Tratta allo stesso modo un ufficio informatico e un'officina meccanica, purché abbiano più di 3 lavoratori.

Il vantaggio del Kit Misto: Un kit misto permette di affiancare ai presidi obbligatori una selezione di farmaci da banco (OTC/SOP) gestiti e/o una gamma più ampia di medicazioni pronte (es. più gel per scottature, colliri specifici). Questo risolve i piccoli disturbi quotidiani (mal di testa, bruciore di stomaco, lievi escoriazioni) che l'Allegato 1 non può trattare. Il kit si adatta al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) specifico dell'azienda. Ad esempio: Più gel per ustioni per chi lavora nelle cucine o nella saldatura. Più soluzioni per il lavaggio oculare per chi usa sostanze chimiche. Più cerotti e bende elastiche per attività ad alto tasso di micro-traumi.

▨ Adempimento del DVR (Rischi Specifici): Permette di integrare la cassetta base con i presidi realmente necessari al vostro settore (es. più gel per ustioni, colliri specifici o cerotti in versioni o misure diverse), rispondendo esattamente a quanto richiesto dagli ispettori ASL/INL in fase di controllo.
▨ Protezione del Datore di Lavoro: Separare i presidi per i grandi traumi (da mantenere sigillati per le emergenze) dai kit per le piccole medicazioni quotidiane evita la contaminazione dei materiali sterili e garantisce un ambiente di lavoro efficiente.
▨ Copertura Capillare: Disporre di un lotto di 10 kit flessibili vi consente di distribuire i presidi in modo strategico (es. su automezzi aziendali, muletti o reparti distaccati), rispettando il criterio normativo della "facile accessibilità" nei tempi critici di intervento.
▨ Ottimizzare la sicurezza aziendale riducendo le spese inutili è possibile. Siamo a disposizione per una rapida consulenza senza impegno, utile a valutare come integrare i nostri kit nel vostro piano di sicurezza aziendale.



Gamma GILET Alta Visibilità