lunedì 17 marzo 2025

Biocontaminazione dei Tessili - Abbigliamento e DPI possono essere lavati anche in ambito domestico

 


Quali sono i rischi connessi alla biocontaminazione dei tessili?

Riguardo agli agenti biologici la trasmissione microbica attraverso tessili contaminati è ormai ampiamente dimostrata, “insieme alla possibilità di tutti i microrganismi finora sottoposti a sperimentazione di mantenersi ‘vitali’ sui tessuti per periodi temporali anche molto lunghi (mesi) e di contaminare via contatto anche materiali diversi dai tessuti”.

Gli agenti biologici possono essere: 

✅ Microrganismi (virus, batteri, parassiti, funghi.); 

✅ Allergeni di origine biologica (esempi: pelo di animali da laboratorio, funghi aeroallergenici, ecc.); 

✅Prodotti della crescita microbica (ad esempio:le endotossine e le micotossine)

Gli agenti biologici riconosciuti patogeni per l’uomo, sono stati classificati in base alla pericolosità del microrganismo ↓ la pericolosità è stata valutata sia nei confronti della salute dei lavoratori che della popolazione generale.

Le caratteristiche di pericolosità sono definite in base a: 

• INFETTIVITA’ capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi; 

• PATOGENICITA’ capacità di procurare malattia a seguito di infezione; 

• TRASMISSIBILITA’ capacità di un microrganismo di essere trasmesso da un soggetto infetto ad uno non infetto; 

• NEUTRALIZZABILITA’ disponibilità di effettuare misure profilattiche per prevenire la malattia o terapeutiche per la sua cura; 

• ALTRE CARATTERISTICHE capacità allergeniche, e/o tossicologiche.

Un documento dell’Inail ha fornito un’analisi dei rischi lavorativi nelle lavanderie industriali soffermandosi sui rischi biologici.  

2022 Inail “ Analisi dei rischi lavorativi nelle lavanderie industriali” realizzata da Contarp e CSA (Consulenza statistico attuariale) dell’Inail in collaborazione con Assosistema Confindustria.

Il pericolo di  biocontaminazione dei tessili nelle attività di lavanderia  è infatti “strettamente dipendente da un vasto complesso di fattori che comprendono: la tipologia dei tessuti, le condizioni di stoccaggio della biancheria, l’età degli indumenti, la concentrazione e la tipologia di microrganismi contaminanti, a sua volta strettamente dipendente dalla matrice organica in cui si trovano i microrganismi (sangue, saliva, residui di alimenti, ect.)”.

Il rischio biologico, le lavanderie e la biocontaminazione dei tessuti

Il documento ricorda che malgrado ci sia una carenza di ricerche sul rischio biologico nelle lavanderie industriali e che gli studi a oggi pubblicati siano finalizzati alla qualità del prodotto e non alla sicurezza degli operatori, è possibile ricavare interessanti spunti di riflessione. 

Sono indicati nel documento i fattori che influenzano la biocontaminazione dei tessuti:

Composizione del tessuto - “lo spessore, il materiale, la colorazione: maggiore è lo spessore, più elevata risulta la sopravvivenza dei batteri dopo il lavaggio, con particolare riferimento ai coliformi”;

Condizioni di stoccaggio della biancheria sporca – “quando la biancheria sporca viene raccolta viene favorita la crescita batterica e fungina”;

Stagione – “durante la stagione calda viene favorita la crescita batterica e fungina”;

Età della biancheria e degli indumenti – “formazione di biofilm sui tessuti; i microrganismi mettono in atto strategie adattative alle condizioni di lavaggio e diventano sempre più difficili da rimuovere”;

Temperatura di lavaggio e durata – “a temperature più elevate aumenta l’efficienza della decontaminazione”;

Temperatura di asciugatura e durata - “la sopravvivenza dei microrganismi è inversamente correlata alla temperatura e alla durata della fase di asciugatura”;

Tipo di microrganismo – “Mycobacterium, Enterobacter e i virus enterici sono più resistenti alla rimozione dai tessuti”.  

Gli studi epidemiologici suggeriscono che i tessuti abbiano “un ruolo importante nella trasmissione degli agenti infettivi e numerosi patogeni sono stati identificati nei tessuti non ancora sottoposti a lavaggio e asciugatura (Sehulster, 2015)”. Il documento riporta molti esempi, e presenta una tabella con i tempi sperimentali di permanenza in condizioni “vitali” di vari microrganismi su alcune tipologie di tessuti:


Nel settore della sicurezza sul lavoro, garantire la massima protezione nel tempo è fondamentale. Per questo motivo, i DPI multinorma devono mantenere inalterate le loro caratteristiche protettive anche dopo numerosi cicli di lavaggio.

✔ DPI certificati per lavaggio industriale: cosa significa?

Molti dei nostri DPI sono certificati secondo la norma ISO 15797, che attesta la loro capacità di resistere a lavaggi industriali ad alte temperature senza perdere le proprietà protettive.

✅ Possono essere lavati anche normalmente? ✅ Sì!

La certificazione per il lavaggio industriale non significa che il capo possa essere lavato solo in questo modo. I nostri DPI possono essere lavati anche in ambito domestico, seguendo le istruzioni del produttore per garantire la massima durata e conformità alle certificazioni. Abbiamo inoltre prodotti "specifici" disinfettante e detergenti per D. P. I. e strumenti di lavoro a norma EN 16615

In breve, lavaggio industriale e lavaggio domestico sono entrambi possibili, ma la certificazione garantisce che il capo mantiene le sue prestazioni anche con trattamenti più aggressivi.


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