venerdì 21 marzo 2025

OCCHIALI Antinfortunistici Spring Summer 2025 protezione contro raggi ultravioletti UV nocivi

Lavorare sotto la luce diretta del sole espone i lavoratori ai raggi ultravioletti (UV) nocivi, che possono causare danni alla pelle, tra cui scottature, invecchiamento precoce e aumento del rischio di tumori alla pelle.

I raggi UV colpiscono gli occhi compromettendone la visione, causando così potenziali errori sul posto di lavoro, ma anche danni oculari nel tempo.

Queste situazioni di lavoro richiedono protezioni per gli occhi che filtrino i raggi ultravioletti e il riverbero solare.

Scoprite la versione che può migliorare le vostre prestazioni e il vostro comfort sul lavoro.






1° Foto - LENTI A SPECCHIO CHIARE
sono perfetti per i lavoratori della logistica o dei cantieri che si spostano spesso tra ambienti interni ed esterni, riducendo la necessità di strizzare gli occhi, prevenendo l’affaticamento visivo e garantendo una visione ottimale.
Certificazione a Norme EN 166 EN 170 EN 172

2° Foto - LENTI FUME'
riducono la trasmissione della luce all’occhio, fornendo una protezione essenziale dalle fonti luminose. Ideali per le attività all’aperto, gli occhiali con lenti fumé offrono una protezione solare affidabile ed efficace per qualsiasi lavoratore.
Certificazione a Norme EN 166 EN 170 EN 172

3° Foto - LENTI POLARIZZATE
eliminano i riflessi pericolosi e migliorano la visione. Bloccano le onde luminose angolate orizzontalmente, permettendo solo alla luce angolata verticalmente di entrare negli occhi. Il risultato è una riduzione dell’abbagliamento, un miglioramento dell’acuità visiva e un aumento del contrasto dei colori. Perfette per diverse attività lavorative, le lenti polarizzate sono particolarmente utili per la guida di veicoli. Tuttavia, è importante notare che questi occhiali non devono essere utilizzati di notte o in situazioni con scarsa visibilità che richiedono lenti chiare.
Certificazione a Norme EN 166 e EN 172

EN 166: 2001
Dispositivi di Protezione Occhi
La norma europea, si applica a tutti i tipi di protezione individuale che proteggono dai rischi che possono danneggiare l’occhio, tranne le radiazioni nucleari, i raggi X, le emissioni laser e infrarosse emesse da sorgenti a bassa temperatura.
Non si applica alla protezione degli occhi per i quali esistono norme specifiche (protezione degli occhi anti-laser, occhiali da sole per uso generale).

EN 170: 2002
Dispositivi di Protezione Occhi Protezione raggi UV
Norma Europea per filtri ultravioletti - Specifica dei numeri di trasmittanza e dei requisiti relativi ai filtri per la protezione contro le radiazioni ultraviolette.

EN 172: 1995
Dispositivi di Protezione Occhi Specifiche per i filtri solari utilizzati nella protezione personale degli occhi per uso professionale. 
Specifica dei numeri numeri di trasmittanza e dei requisiti relativi ai filtri per la protezione contro le radiazioni solari in ambito lavorativo industriale.

Se la lente è testata anche secondo la norma EN170 (Filtri UV) o EN172 (Filtri solari per uso industriale) è marcata anche con un codice-numero di scala. 
Esempio: le lenti incolore (EN170) sono normalmente marcate con 2C-1.2; le lenti fumé (EN172) per lo più con il codici-nr di scala 5-3.1. Questi numeri indicano la % di luce visibile che può passare attraverso la lente, ossia quanto è chiara/scura la lente stessa.







 

lunedì 17 marzo 2025

Biocontaminazione dei Tessili - Abbigliamento e DPI possono essere lavati anche in ambito domestico

 


Quali sono i rischi connessi alla biocontaminazione dei tessili?

Riguardo agli agenti biologici la trasmissione microbica attraverso tessili contaminati è ormai ampiamente dimostrata, “insieme alla possibilità di tutti i microrganismi finora sottoposti a sperimentazione di mantenersi ‘vitali’ sui tessuti per periodi temporali anche molto lunghi (mesi) e di contaminare via contatto anche materiali diversi dai tessuti”.

Gli agenti biologici possono essere: 

✅ Microrganismi (virus, batteri, parassiti, funghi.); 

✅ Allergeni di origine biologica (esempi: pelo di animali da laboratorio, funghi aeroallergenici, ecc.); 

✅Prodotti della crescita microbica (ad esempio:le endotossine e le micotossine)

Gli agenti biologici riconosciuti patogeni per l’uomo, sono stati classificati in base alla pericolosità del microrganismo ↓ la pericolosità è stata valutata sia nei confronti della salute dei lavoratori che della popolazione generale.

Le caratteristiche di pericolosità sono definite in base a: 

• INFETTIVITA’ capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi; 

• PATOGENICITA’ capacità di procurare malattia a seguito di infezione; 

• TRASMISSIBILITA’ capacità di un microrganismo di essere trasmesso da un soggetto infetto ad uno non infetto; 

• NEUTRALIZZABILITA’ disponibilità di effettuare misure profilattiche per prevenire la malattia o terapeutiche per la sua cura; 

• ALTRE CARATTERISTICHE capacità allergeniche, e/o tossicologiche.

Un documento dell’Inail ha fornito un’analisi dei rischi lavorativi nelle lavanderie industriali soffermandosi sui rischi biologici.  

2022 Inail “ Analisi dei rischi lavorativi nelle lavanderie industriali” realizzata da Contarp e CSA (Consulenza statistico attuariale) dell’Inail in collaborazione con Assosistema Confindustria.

Il pericolo di  biocontaminazione dei tessili nelle attività di lavanderia  è infatti “strettamente dipendente da un vasto complesso di fattori che comprendono: la tipologia dei tessuti, le condizioni di stoccaggio della biancheria, l’età degli indumenti, la concentrazione e la tipologia di microrganismi contaminanti, a sua volta strettamente dipendente dalla matrice organica in cui si trovano i microrganismi (sangue, saliva, residui di alimenti, ect.)”.

Il rischio biologico, le lavanderie e la biocontaminazione dei tessuti

Il documento ricorda che malgrado ci sia una carenza di ricerche sul rischio biologico nelle lavanderie industriali e che gli studi a oggi pubblicati siano finalizzati alla qualità del prodotto e non alla sicurezza degli operatori, è possibile ricavare interessanti spunti di riflessione. 

Sono indicati nel documento i fattori che influenzano la biocontaminazione dei tessuti:

Composizione del tessuto - “lo spessore, il materiale, la colorazione: maggiore è lo spessore, più elevata risulta la sopravvivenza dei batteri dopo il lavaggio, con particolare riferimento ai coliformi”;

Condizioni di stoccaggio della biancheria sporca – “quando la biancheria sporca viene raccolta viene favorita la crescita batterica e fungina”;

Stagione – “durante la stagione calda viene favorita la crescita batterica e fungina”;

Età della biancheria e degli indumenti – “formazione di biofilm sui tessuti; i microrganismi mettono in atto strategie adattative alle condizioni di lavaggio e diventano sempre più difficili da rimuovere”;

Temperatura di lavaggio e durata – “a temperature più elevate aumenta l’efficienza della decontaminazione”;

Temperatura di asciugatura e durata - “la sopravvivenza dei microrganismi è inversamente correlata alla temperatura e alla durata della fase di asciugatura”;

Tipo di microrganismo – “Mycobacterium, Enterobacter e i virus enterici sono più resistenti alla rimozione dai tessuti”.  

Gli studi epidemiologici suggeriscono che i tessuti abbiano “un ruolo importante nella trasmissione degli agenti infettivi e numerosi patogeni sono stati identificati nei tessuti non ancora sottoposti a lavaggio e asciugatura (Sehulster, 2015)”. Il documento riporta molti esempi, e presenta una tabella con i tempi sperimentali di permanenza in condizioni “vitali” di vari microrganismi su alcune tipologie di tessuti:


Nel settore della sicurezza sul lavoro, garantire la massima protezione nel tempo è fondamentale. Per questo motivo, i DPI multinorma devono mantenere inalterate le loro caratteristiche protettive anche dopo numerosi cicli di lavaggio.

✔ DPI certificati per lavaggio industriale: cosa significa?

Molti dei nostri DPI sono certificati secondo la norma ISO 15797, che attesta la loro capacità di resistere a lavaggi industriali ad alte temperature senza perdere le proprietà protettive.

✅ Possono essere lavati anche normalmente? ✅ Sì!

La certificazione per il lavaggio industriale non significa che il capo possa essere lavato solo in questo modo. I nostri DPI possono essere lavati anche in ambito domestico, seguendo le istruzioni del produttore per garantire la massima durata e conformità alle certificazioni. Abbiamo inoltre prodotti "specifici" disinfettante e detergenti per D. P. I. e strumenti di lavoro a norma EN 16615

In breve, lavaggio industriale e lavaggio domestico sono entrambi possibili, ma la certificazione garantisce che il capo mantiene le sue prestazioni anche con trattamenti più aggressivi.


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