venerdì 13 ottobre 2017

VERSATOUCH® # TOUCHNTUFF®




Guanti monouso in NITRILE VERSATOUCH®

DESCRIZIONE
Processi di produzione migliorati, per maggiore durata, maggiore resistenza allo strappo e presa migliore su oggetti asciutti, bagnati e grassi.
Guanto più sottile con polpastrelli più flessibili e miglior comfort generale.
I polpastrelli testurizzati offrono buon comfort e tattilità per manipolazioni sensibili e di precisione.
Senza lattice: nessun rischio di allergie di Tipo 1.
Approvato per applicazioni a contatto con gli alimenti. Ideale per manipolare tutti gli alimenti grassi.


Guanti monouso in NITRILE TOUCHNTUFF®

DESCRIZIONE
RESISTENZA COMPROVATA AGLI SPRUZZI DELLE SOSTANZE CHIMICHE
Ulteriori test eseguiti su TouchNTuff® da un ente certificato per una gamma ancora più ampia di sostanze chimiche confermano la resistenza a una maggiore varietà di sostanze chimiche industriali per periodi più lunghi rispetto a qualsiasi altro guanto monouso di nitrile.
Prodotto in nitrile, TouchNTuff® offre una resistenza alla perforazione fino a quattro volte superiore a quella dei guanti comparabili di lattice naturale e una resistenza tre volte superiore a quella di guanti simili in neoprene.
L'assenza di proteine di gomma naturale garantisce l'assenza di rischi di allergie di Tipo I per l'utilizzatore. Gli studi sull'irritazione cutanea primaria e i test Insult Patch non hanno evidenziato rischi di irritazione o di dermatite allergica da contatto.
Con la formulazione unica “Thin Nitrile Technology” questo guanto garantisce facile calzabilità e presa salda su oggetti asciutti o bagnati.
Il guanto è altamente versatile e idoneo per molti usi diversi.
TouchNTuff® ha superato i test di antistaticità (EN 1149-1 & 1149-3) e soddisfa i requisiti della norma EN 1149-5


CodiceDescrizione
92-200 S 6½ - 7Guanti Ansell Versatouch in nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. S 6½ - 7
92-200 M 7½ - 8Guanti Ansell Versatouch in nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. M 7½ - 8
92-200 L 8½ - 9Guanti Ansell Versatouch in nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. L 8½ - 9
92-200 XL 9½ - 10Guanti Ansell Versatouch in nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. XL 9½ - 10
92-200 10½ - 11Guanti Ansell Versatouch in nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. XXL 10½ - 11
92-500 S 6½ - 7Guanti Ansell TouchNTuff® nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. S 6½ - 7
92-500 M 7½ - 8Guanti Ansell TouchNTuff® nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. M 7½ - 8
92-500 L 8½ - 9Guanti Ansell TouchNTuff® nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. L 8½ - 9
92-500 XL 9½ - 10Guanti Ansell TouchNTuff® nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. XL 9½ - 10
92-500 10½ - 11Guanti Ansell TouchNTuff® nitrile monouso in confezioni da 100 pz mis. XXL 10½ - 11

domenica 8 ottobre 2017

Come effettuare una Valutazione dei Rischi





Per poter effettuare una seria valutazione dei rischi occorre innanzitutto capire cosa è la valutazione dei rischi?

Per garantire un ambiente di lavoro sano e sicuro dovete innanzi tutto eseguire una valutazione dei rischi. La valutazione dei rischi costituisce la base per la gestione della salute e della sicurezza e rientra tra i vostri obblighi di legge.


La valutazione dei rischi consiste nel valutare i rischi esistenti per la salute e la sicurezza dovuti ai pericoli nel luogo di lavoro ai quali siete esposti voi e i vostri collaboratori e familiari. Si tratta di un esame sistematico di tutti gli aspetti del lavoro che prende in considerazione:

•le possibili cause di infortuni o danni,

•la possibilità di eliminare i rischi e, in caso negativo,
•le misure di prevenzione o protezione che sono o dovrebbero essere in atto per tenere i rischi sotto controllo (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro: https://osha.europa.eu/it).

La valutazione dei rischi dovrebbe essere definita per iscritto.

FASI DI ESECUZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

L’esecuzione della valutazione dei rischi comprende cinque fasi fondamentali:


FASE 1 Individuazione e registrazione dei pericoli

FASE 2 Valutazione dei pericoli per determinare il livello di rischio
FASE 3 Individuazione delle misure di prevenzione e protezione
FASE 4 Attuazione delle misure
FASE 5 Monitoraggio e revisione

Dovete sapere quali situazioni potrebbero arrecare danno a VOI e ai VOSTRI COLLABORATORI per poterle gestire

FASE 1 Individuazione e registrazione dei pericoli

Dovete individuare tutti i possibili pericoli connessi alla vostra attività e le persone a rischio. Dovete assicurarvi di prendere in esame ogni fattore e ogni aspetto della vostra attività.


Un pericolo è ciò che è potenzialmente in grado di causare un danno, il quale può variare da un danneggiamento dei beni a lesioni e problemi di salute non gravi fino a lesioni tali da determinare disabilità, malattie o persino la morte.

Per evitare di trascurare pericoli o di concentrarvi su un aspetto della vostra azienda a scapito di un altro, potete applicare il metodo FAAPO (ossia Fattore umano, Attrezzature, Ambiente, Prodotto, Organizzazione), che vi aiuterà a sviluppare una visione complessiva della vostra attività.

Pensate a tutti i seguenti fattori in relazione alla vostra impresa.
•fattore umano: mancanza di capacità fisiche o mentali, mancanza di conoscenze o abilità, mancanza di competenze, atteggiamento o comportamento scorretti.
•attrezzature: macchinari, attrezzi, software e hardware, tavoli o sedie.
•ambiente: luce, rumore, clima, temperatura, vibrazioni, qualità dell’aria o polvere.
•prodotto: sostanze pericolose, carichi pesanti e oggetti affilati o caldi.
•organizzazione: disposizione del luogo di lavoro, compiti, orario di lavoro, pause, turni, formazione, sistemi di lavoro, comunicazione, lavoro di squadra, contatto con visitatori, sostegno sociale o autonomia (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro).

Fate un giro nella vostra azienda e osservate:
•buone e cattive prassi dei vostri collaboratori;
•macchinari e attrezzature sicuri e pericolosi (non sottoposti a manutenzione);
•posti  pericolosi;
•terreno instabile o molle;
•buche e pendenze ripide del terreno;
•carenze o danni strutturali;
•punti  di accesso per gli estranei;
•persone a rischio (collaboratori, fornitori, lavoratori esterni, visitatori, i vostri familiari);
•sostanze chimiche e i modi in cui sono stoccate e maneggiate;
•veicoli e loro movimento.

Pensate ai siti della vostra azienda e alle attività lavorative (appendice 4.5: attività pericolose [1]).
•Potreste dover suddividere attività complicate in compiti più semplici per individuare i pericoli più in dettaglio.
•Discutete dei possibili pericoli con le persone che lavorano nella vostra azienda. Le persone coinvolte nelle attività possono essere le più adatte a riconoscere i pericoli e a proporre soluzioni. Per «persone» s’intendono i vostri collaboratori salariati, i fornitori e i lavoratori esterni, ma anche i vostri familiari.
•Quando individuate i pericoli non pensate soltanto alle vostre attività principali, ma tenete sempre a mente anche le attività di supporto, come i lavori di manutenzione, di pulizia e preparazione, il conteggio delle scorte, i lavori di perforazione: sono tutte attività che vengono eseguite solo una volta ogni tanto, ma che proprio per questo motivo possono essere ancora più pericolose di altre.
•Prendete in esame le attività svolte al di fuori della vostra azienda, come il trasporto di colture e di bestiame.
•Se i vostri collaboratori e i loro familiari vivono nell’azienda o se essa è la residenza della vostra famiglia, prestate particolare attenzione alla loro sicurezza e salute nonché alle loro esigenze quotidiane.
•Se nella vostra azienda vengono in visita scolaresche, turisti o acquirenti, ricordatevi che queste persone sono ancora più vulnerabili perché non conoscono il luogo, e che voi siete responsabili della loro sicurezza.
•Bambini, donne incinte, anziani e qualsiasi persona con problemi di salute sono ancora più a rischio e possono avere esigenze particolari.
•Non vanno poi dimenticati i lavoratori migranti e stagionali.

Pensate ai problemi e agli eventi che si sono verificati in passato e alle loro conseguenze.
in termini statistici, i semi-incidenti e gli incidenti mancati si ripresentano come incidenti. Imparate dall’esperienza, quella vostra e/o quella dei vostri colleghi e vicini.

L’appendice 4.1 istruzioni per la valutazione dei rischi [2] contiene suggerimenti sugli interrogativi da porsi e gli elementi da considerare per individuare i pericoli.
Nell’appendice 4.2 trovate un modello di un modulo per la valutazione dei rischi [3] che potete usare per registrare i pericoli, mentre nell’appendice 4.3 trovate esempi di pericoli [4] che potete prendere in considerazione nella vostra valutazione dei rischi.

FASE 2 Valutazione dei pericoli per determinare il livello di rischio

Dopo aver elencato i pericoli, dovete valutarli per determinare il livello di rischio. Il rischio dipende da diversi fattori quali:

•probabilità che il pericolo si verifichi;
•gravità degli effetti dopo che il pericolo si è verificato;
•frequenza e durata dell’esposizione al pericolo;
•popolazione, ossia il numero di persone esposte.

A fini pratici, è prassi comune considerare di questi fattori (parametri di valutazione): probabilità e gravità.

La probabilità è la possibilità che si verifichi un danno. È influenzata dalle misure di sicurezza e dalle precauzioni già in atto. Ad esempio, se il granaio è munito di un parapetto, la probabilità di cadute è ridotta.

La gravità è la portata del risultato (lesioni, malattie, perdite, danni). È influenzata dalla natura del pericolo. Registrate le possibili conseguenze di un pericolo per poterne determinare la gravità. Ad esempio, le cadute da luoghi di lavoro in quota comportano automaticamente un alto grado di gravità perché possono essere causa di morte.

La combinazione dei fattori selezionati determina il rischio. L’appendice 4.2 contiene due modelli per la valutazione dei rischi.

FASE 3 Individuazione delle misure di prevenzione e protezione

Dal livello di rischio dipende l’urgenza delle misure da adottare, come dimostrato nell’appendice 4.2: modelli di valutazione dei rischi.


Individuate le misure da adottare per ridurre quanto più possibile il rischio. L’appendice 4.3 elenca le misure di prevenzione relative a ciascun pericolo. Quando decidete le misure da adottare tenete presenti i principi generali della prevenzione:
1) attenuazione dei rischi nel seguente ordine:
a) eliminazione della fonte di pericolo,
b) sostituzione della fonte di pericolo,
c) riduzione dei pericoli derivanti dalla fonte,
d) isolamento della fonte di pericolo,
e) protezione del personale per mezzo di dispositivi di protezione individuale o d’altro tipo;
2) riduzione al minimo dell’ errore umano;
3) sorveglianza sanitaria.

Assegnate alle persone la responsabilità dell’attuazione delle misure di controllo e stabilite un calendario per il loro completamento.

FASE 4 Attuazione delle misure

Attuate le misure decise nelle modalità stabilite. Verificate regolarmente con le persone incaricate i progressi compiuti. Assicuratevi che per i problemi che non possono essere risolti in modo permanente nell’immediato venga trovata una soluzione temporanea in attesa di quella definitiva.


FASE 5 Monitoraggio e revisione

Ricordate che non potete eliminare tutti i pericoli, però potete tenerli sotto controllo. Il rischio residuo è il rischio che rimane dopo l’adozione di misure di controllo appropriate. Dopo l’attuazione delle misure di controllo è necessario valutare nuovamente un pericolo alla luce delle nuove circostanze. Grazie alle misure adottate, la probabilità che il pericolo si verifichi adesso sarà verosimilmente minore. La gravità resterà invece uguale perché le conseguenze dell’evento pericoloso, qualora si verifichi, non cambiano.


Quando finisce questo processo? Non finisce mai. Deve essere costantemente rivisto e monitorato. 

Dato che le persone cambiano, le strutture si usurano, le attrezzature e i macchinari vengono sostituiti, i veicoli sono muniti di nuovi accessori e la tecnologia compie progressi, dovrete di conseguenza tenere aggiornate le valutazioni dei rischi.

Alcuni pericoli scompariranno automaticamente se viene rimossa la loro fonte (ad esempio se si sostituisce un trattore vecchio con uno moderno). Ma può anche accadere che si creino pericoli nuovi. I pericoli possono variare a seconda della stagione. Ciò che può essere sicuro in estate può costituire un pericolo in inverno (ad esempio superfici scivolose, infestazioni di parassiti). Dovete stare al passo con l’evolversi delle situazioni. Rivedete e valutate nuovamente i pericoli e i rischi potenziali dopo ogni cambiamento significativo. Occorrerà sempre prestare attenzione finché ci saranno persone che svolgono un’attività, non importa se semplice o complessa.

Tenuta di registrazioni

Tenete registrazioni delle valutazioni dei rischi scritte. Queste registrazioni sono utili per:

•valutare i pericoli che avete individuato e stabilire i rischi e le misure di controllo;
•comunicare informazioni e conoscenze alle persone interessate;
•valutare le esigenze formative dei vostri collaboratori nei casi in cui la formazione è individuata come una misura di controllo;
•valutare di tanto in tanto se le misure di controllo necessarie sono attuate;
•fornire prove alle autorità;
•fornire prove dell’adempimento del dovere di diligenza in procedimenti giudiziari;
•registrare nuovi pericoli se cambiano le circostanze.

Appendice 4.2: istruzioni per la valutazione dei rischi è un foglio di lavoro vuoto nel quale potere annotare i pericoli. La valutazione dei rischi interattiva che accompagna questa guida vi permette di completare la valutazione dei rischi, salvarla in formato elettronico e conservare le registrazioni delle valutazioni dei rischi completate.

L’articolo è tratto da:
Commissione Europea - Proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’orticoltura e della silvicoltura.





sabato 30 settembre 2017

DIADORA linea Mimetica Camouflage

Abbigliamento e Scarpe Diadora Utility






Pattern e tessuti di ispirazione militare vengono reinterpretati per il professionista che ogni giorno deve adattarsi a un contesto in continua evoluzione. I colori si mescolano gli uni negli altri fondendosi con gli elementi ambientali dando vita a capi e calzature dall’inconfondibile design.


E' importante sottolineare inoltre come queste stampe siano un abile trucco per evitare che macchie e sporco siano evidenti. 


La scarpa antinfortunistica Glove Camo è prodotta in Italia, all’interno dello stabilimento di Caerano di San Marco, in attività dal 1948. La linea di produzione si trova al centro del distretto calzaturiero di Montebelluna,
conosciuto nel mondo per la sua expertise nel settore della calzatura sportiva.
Il know-how nel design e sviluppo di calzature unito all’uso di macchinari originali rendono questa scarpa un prodotto di altissima qualità e innovazione.

Gli STIVALI di sicurezza più leggeri sul mercato





Gli STIVALI di sicurezza a norme EN ISO 20345:2011 più leggeri sul mercato: solo 500 grammi ai tuoi piedi.


Stivali antinfortunistici di qualità straordinaria ora non più solo per tempo libero, caccia, pesca, agricoltura o giardinaggio, ma anche per uso professionale.


Fornibili nei colori NERO, BLU, VERDE, GIALLO EN ISO 20345 S5
Fornibili nel colore BIANCO EN ISO 20345 S4


La tomaia in EVA e il battistrada in PU consentono di arrivare al peso di 500 grammi per calzatura.

  • Tomaia (Etilene Vinil Acetato) ultraleggera e resistentissima
  • Battistrada (Poliuretano) resistente agli idrocaburi e olii.
  • Soletta intercambiabile antistatica in schiuma di lattice 3 strati
  • Standard antislip SRC (= SRA + SRB)

SRA (Ceramica + Acqua Detergente) Requisiti minimi 
(punta >= 0,32; tacco >= 0,28) Suola PU (punta = 0,45; tacco= 0,40) 
SRB (Acciaio + Glicerina) Requisiti minimi 
(punta >= 0,18; tacco >= 0,13) Suola PU (punta = 0,19; tacco = 0,14)


1° Puntale in materiale composito ultraleggero resistente all’urto di oltre 200 Joule, 30% più leggero rispetto all’acciaio, antiossidante, garantisce minore deformazione a seguito di compressione, maggiore comfort elastico.
2° Lamina antiperforazione secondo normativa EN-12568-2010.



Gli stivali di sicurezza certificati antinfortunistici possono fare la differenza decisiva tra una giornata di lavoro finita bene o male. Se cade un oggetto pesante o se calpesti un chiodo, gli stivali di sicurezza giusti possono farti superare il problema senza alcun danno. Questi i principali settori di utilizzo dove sono indispensabili e dove il documento di valutazione dei rischi deve prevederli come obbligatori: Costruzioni, Industria Petrolifera, Agricoltura e Giardinaggio.

Gli stivali di sicurezza comprendono più elementi di sicurezza. Oltre a proteggere in caso di pioggia e fango, le lamine antiperforazione proteggono contro gli oggetti appuntiti, quali i chiodi, e i puntali proteggono contro la pressione, gli urti e la caduta di oggetti. Le suole antisdrucciolo e antiscivolo assicurano una presa stabile nel caso di supporti bagnati, gelati, irregolari o scivolosi.





QUALI SONO LE PRINCIPALI CAUSE DEI PROBLEMI AI PIEDI?

Alcuni problemi ai piedi sono così comuni che possono verificarsi in qualsiasi posto di lavoro e in qualsiasi condizione di lavoro.

I problemi derivanti da sollecitazioni meccaniche continue o ripetute, come ad esempio: vesciche, calli, duroni, malformazioni delle dita dei piedi, archi caduti (piedi piatti), borsiti, distorsioni.

Questi problemi rendono il piede dolorante e talvolta possono essere così gravi da rendere difficoltoso o impossibile camminare. Si verificano in presenza di due fattori:

1° il lavoratore è costretto a stare per lunghi periodi in piedi, in posizioni scomode o deve camminare su superfici dure e sconnesse

2° il lavoratore non indossa calzature adeguate (taglia e conformazione non sono adatte al suo piede, il tipo di calzatura non è specifico per il lavoro che deve effettuare, indossa calzature comuni, oppure calzature di sicurezza di qualità scadente o molto usurate e danneggiate).

Tra le cause più frequenti di inadeguatezza delle scarpe antinfortunistiche troviamo:

- mancanza di sostegno all'arco plantare

- modelli con piante troppo larghe o troppo strette (le prime causano frizione e rendono instabile la camminata, le seconde compromettono la circolazione sanguigna nel piede, e la compressione causa inspessimenti della pelle del piede).


PROBLEMI DERIVANTI DA CONDIZIONI IGIENICHE NON OTTIMALI

Un'altra serie di problemi che affliggono i piedi è dovuta non a sollecitazioni meccaniche ma a problemi di natura igienica (sporcizia o insufficiente ventilazione).

Tra questi i più comuni sono: piedi sudati, infezioni fungine (piede d'atleta), problemi cutanei, ecc. Le principali cause sono: ambiente di lavoro umido o bagnato (scarpe non impermeabili o la cui impermeabilità è compromessa da usura o danneggiamenti) e calzature con tomaie non traspiranti.

L'estensione di queste problematiche è difficile da valutare con precisione, in parte proprio a causa della loro natura così varia e in parte anche perché la maggior parte dei lavoratori li sottovaluta e non prende precauzioni o contromisure adeguate a risolverli.

In base a sondaggi informali sembra che circa 2 lavoratori su 3 soffrano ciclicamente di uno o più dei disturbi elencati.



giovedì 21 settembre 2017

Collezione CAMICI BIANCHI




Lo sai che nella collezione Antinfortunistica Roberti ci sono ben 53 camici bianchi sia da uomo che da donna in svariati modelli e tessuti?

Bellissimi camici realizzati nei migliori tessuti in cotone 100%, oppure in poliestere cotone o nel magnifico tessuto Satin. Il bianco dei camici da noi selezionati è candido e resta sempre brillante anche dopo ripetuti lavaggi. Il trattamento di mercerizzazione a cui vengono sottoposti i tessuti li rende sempre morbidissimi al tatto e delicati sulla pelle. Non parliamo poi della lunga durata nel tempo, i nostri camici possono durare anni e anni mantenendosi sempre belli.

Cercate Camici per UNA FARMACIA, UNA CLINICA, UNO STUDIO MEDICO, UN’AZIENDA FARMACEUTICA E TANTO ALTRO ANCORA? Prendiamo subito il catalogo medicale 2017 e sfogliamolo fino a pagina 103

Cercate Camici per UN CENTRO ESTETICO, UN SALONE DI BELLEZZA, UNA SPA? Prendiamo ancora il catalogo Medicale 2017 fino a pagina 103, anche oltre se vogliamo e resteremo sorpresi dalla gamma e dalla raffinatezza dei modelli

Cercate Camici per UN’AZIENDA ALIMENTARE, UNA GASTRONOMIA, UNA CUCINA DI RISTORAZIONE COLLETTIVA? Prendiamo il catalogo Medicale 2017 sfogliamolo anche stavolta fino a pagina 103, perché non oltre? Le novità non finiranno di stupirci.

I camici bianchi Antinfortunistica Roberti sono resistentissimi ai lavaggi frequenti, durano a lungo nel tempo perché vengono realizzati in tessuti creati appositamente in base al loro utilizzo funzionale.

  • I camici bianchi Antinfortunistica Roberti restano sempre bianchi e brillanti anche dopo molteplici lavaggi
  • I camici bianchi Antinfortunistica Roberti sono morbidi al tatto e freschi sulla pelle
  • I camici bianchi Antinfortunistica Roberti sono molto comodi da indossare, sono l’ideale durante le lunghe ore lavorative
  • I camici bianchi Antinfortunistica Roberti hanno modelli molto attuali e fashion che danno un tocco di classe e di stile a chi li indossa
  • I camici bianchi Antinfortunistica Roberti non si restringono se si rispettano le istruzioni di lavaggio consigliate
  • I camici bianchi Antinfortunistica Roberti si possono lavare tranquillamente in lavatrice e sono velocissimi da stirare.

“Eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”  Giorgio Armani













martedì 19 settembre 2017

Scarpe Antinfortunistiche Ortopediche

DOMANDA

E' possibile "esonerare" o"“esentare" un lavoratore dall’uso dei DPI, in questo caso delle scarpe antinfortunistiche?

RISPOSTA

1) L’obbligo di indossare le scarpe antinfortunistiche (dispositivo di protezione individuale “DPI” ai sensi del D.Lgs. 81/2008 Articolo 74) si prevede:

a) Ogni qualvolta risulti "prevedibile" un rischio di lesione ai piedi: tale prevedibilità dovrà̀ essere valutata dal RSPP “Responsabile del servizio di prevenzione e protezione”, in sede di redazione del documento di valutazione dei rischi.
Sarà il datore di lavoro, avvalendosi della consulenza del RSPP a valutare, perché sua è la responsabilità, se il rischio sia considerabile "prevedibile" o meno; di conseguenza, in caso di infortunio dovuto a mancato indossamento delle scarpe antinfortunistiche, il datore di lavoro dovrà dimostrare al giudice come tale rischio (ad esempio senza puntale capace di resistere alla caduta di un peso di circa 20 chilogrammi, 200 joule [J] chilogrammo - forza metro [kgf•m]) non fosse ragionevolmente prevedibile.

b) Quando ricorrono le condizione di cui all’elenco del punto 3 dell'allegato VIII del D.Lgs. 81/2008

L'obbligo di sicurezza (ex art. 2087 c.c.) del datore di lavoro, di adottare tutte le misure necessarie per la tutela dell'integrità̀ psico-fisica del lavoratore, rende quindi il datore di lavoro suscettibile di responsabilità̀ risarcitoria nei confronti del lavoratore, nonché penale.

A tale proposito l'art. 41 della Costituzione garantisce all'imprenditore libertà di impresa a condizione che questa non si svolga contro l’utilità e la sicurezza sociale; la salute, rappresentando uno dei «diritti fondamentali» protetti della Costituzione e rappresentando «interesse della collettività» (art.32 della Costituzione), rappresenta l'esempio per eccellenza di «diritto indisponibile»: come tutti i diritti indisponibili non è pertanto suscettibile di essere scambiato o ceduto, anche parzialmente, mediante patti o accordi.

Non è quindi possibile "esonerare" o"“esentare" un lavoratore dall’uso dei DPI quando questi rappresentano l’unico mezzo residuo di protezione dai rischi.

Si ricorda inoltre che i doveri degli imprenditori non si limitano a fornire i DPI, a disporre che questi vengano utilizzati e a fornire alcune informazioni sul corretto utilizzo di questi: l'art.18 comma del D.Lgs. 81/2008 infatti, impone all'imprenditore di richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, dell'uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione.

Gli artt. 20 comma 1d e 78 comma 2 del D.Lgs. 81/2008, che obbligano i lavoratori ad utilizzare in modo "appropriato" i DPI potrebbero essere utili, al massimo, per individuare una corresponsabilità del lavoratore, ma non esentano in alcun modo il datore di lavoro dai propri obblighi, specie alla luce del principio di equivalenza causale sancito dall'art.41 c.p.

2)   I DPI devono altresì tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore (art. 76 comma 2c D.Lgs. 81/08).

Vi è quindi un chiaro obbligo, per il datore di lavoro, di fornire calzature antinfortunistiche, se necessario, se necessario ortopediche (sempre con certificazione "totale" altrimenti vi è manomissione del DPI) che eventualmente tengano conto della necessità del lavoratore di indossare plantari.
Il plantare non rappresenta in alcun modo un dispositivo finalizzato a tutelare il lavoratore dai rischi specifici lavorativi, essendo esclusivamente finalizzato a correggere malformazioni del piede proprie del lavoratore. Ecco perché le calzature devono avere una certificazione "totale".

Concludendo, di fronte all'esibizione da parte del lavoratore di un certificato medico attestante l'impossibilità ad indossare le scarpe antinfortunistiche, ove i motivi medici siano quindi effettivamente fondati, la scelta migliore è ricercare una scarpa il più adatta possibile al lavoratore. In genere conviene indirizzare direttamente il lavoratore ad un negozio specializzato in modo che possa scegliere la scarpa antinfortunistica che provoca meno disagio. Restano ovviamente fermi i principi di idoneità delle caratteristiche antinfortunistiche della scarpa.

Un’eventuale condizione di effettiva “intolleranza” ad un DPI necessario in base alla valutazione dei rischi e che rispetti tutti i requisiti di legge, una volta esperiti tutti i tentativi tecnicamente fattibili per adattare il DPI al lavoratore, potrebbe costituire motivo di inidoneità alla mansione (temporanea o anche definitiva).











Termocamere Antincendio






Termocamere FLIR antincendio
Termocamere per applicazioni antincendio

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